radice di ti plant okolehao fermentato distillato hawaiian monshine

Okolehao – L’Hawaiian Monshine – Spirit of Aloha

L’Okolehao, l’antico distillato hawaiiano, evoluzione di un fermentato con una storia persa nel tempo. Spirit of Aloha.

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L’Okolehao

Oggi parliamo di questo prodotto tipicamente hawaiano, familiare per chi si appassiona alle ricette Tiki. Ingrediente citato spesso nelle ricette tiki dopo gli anni 50, ma attenzione! Vedremo come in realtà l’Okolehao non ha nessuna attinenza al Tiki e in generale alla miscelazione.

Il fermentato della radice di TI

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Il distillato nasce anticamente come tutte le tradizioni alcoliche più ancestrali, ovvero dalla fermentazione di qualcosa che naturalmente era presente nella terra.
Come accadeva prima della canna da zucchero infatti, numerosi distillati venivano ricavati dalla fermentazione di piante, radici o tuberi in cui era presente una, seppur minima, carica zuccherina.
L’Okolehao nasce dalla fermentazione di una pesantissima radice di una pianta tipicamente hawaiiana di nome Cordyline Fruiticosa.
Semplicemente chiamata “Ti plant” era una pianta comunemente utilizzata per tutte le necessità della popolazione. Alla stregua dell’agave in Messico, la Ti plant forniva, vestiti, materiali per la costruzione di canoe e case. In particolare dalla radice di TI si ricavava un’antica birra che diventerà l’Okolehao.

Il nome Okolehao

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barili di ferro

Il nome Okolehao in realtà è un nome molto più recente rispetto alla primitiva fermentazione della radice di Ti. infatti deriva proprio dall’inizio della distillazione del fermentato.
Sul finire del 700′ per la prima volta fu utilizzato un particolare alambicco artigianale ricavato da dei barili di ferro presenti sulle baleniere. Ed è proprio dalla forma rotondeggiante di questi barili che in hawaiano il distillato prende il nome di Okolehao ovvero “culo di ferro”.

L’Hawaiian Moonshine

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Nel corso degli anni furono empiricamente provate molte ricette in modo da ottenere un fermentato più alcolico della sola radice di Ti. L’aggiunta di frutta, riso, ed altri tuberi sarà però surclassata presto dalla fiorente coltivazione della canna da zucchero. Pianta che, per le sue elevate quantità di saccarosio assumerà oltre il cinquanta percento della ricetta più diffusa per il fermentato.
Il distillato, ormai tradizionale ma prodotto solo artigianalmente dalla popolazione locale, non sarà mai definito e disciplinato per una produzione industriale. La ricetta indefinita ed una produzione esclusivamente per il consumo locale saranno intaccate dal controllo economico e politico degli Stati Uniti sulle isole Hawaii. In particolare influirà sulla tradizione del distillato locale l’estensione delle leggi sul proibizionismo, in quello che dopo pochi anni sarà definitivamente il cinquantesimo stato federato.
La produzione clandestina del distillato porterà questo tradizionale alcolico peculiare ad essere definito Hawaiian Moonshine, ma al tempo stesso il proibizionismo contribuirà a distruggere una ricetta già molto labile e poco conosciuta.

Okolehao e Tiki

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Negli anni 50′ l’exotic passion americana sfocerà nell’avvento smisurato del turismo sulle isole delle Hawaii darà un potere dominante al dollaro sull’economia locale già legata alla moneta americana attraverso l’Akahi Dala. Attraverso la mercificazione della tradizione hawaiana e la distruzione delle icone sacre vendute come souvenir turistici, gli Stati Uniti prenderanno il controllo economico delle isole. La predisposizione al bere degli americani, in particolar modo in vacanza, favorirà l’importazione dei distillati più bevuti in america e tra questi ritornerà in auge anche il vecchio distillato tradizionale Okolehao.
Venduto in bottiglie Tiki, in quanto moda del momento, sarà un distillato molto bevuto oltre che un souvenir in ricordo delle vacanze hawaiane.
In realtà il contenuto delle bottiglie che portavano il nome dell’Okolehao era semplicemente bourbon di bassa qualità, oppure un rum leggero senza rilevanti connotazioni.

Ricette Tiki con Okolehao

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E’ dunque plausibile che l’Okolehao delle ricette Tiki dei drink serviti nei bar americani sarà semplicemente un rum light molto blando. Lo stesso rum sempre più leggero e insapore che lascerà spazio alla tendenza del futuro della vodka.
Non a caso uno dei drink più sponsorizzati per la vendita del finto Okolehao era appunto il “Coke n Oke”
In realtà addirittura prima dell’inizio dell’era esotica del Tiki esisteva un antico punch hawaiano preparato proprio con l’Okolehao. E ci sarà un genio della miscelazione che cercherà di riprodurlo a suo modo, facendolo diventare uno dei cocktail più noti di tutta l’era Tiki.
Nel prossimo articolo parleremo dello Scorpion!

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