In questo articolo torniamo a parlare di Tiki, dopo molti articoli in merito cercherò di fare un sunto sugli sviluppi di questo periodo dal punto di vista della miscelazione per capire il motivo per cui con la parola Tiki possiamo identificare una varietà di cocktail tra loro tecnicamente e concettualmente opposti.
L'epoca del Polynesian Pop ha varie sfumature, partirò quindi con l'analisi della nascita della prima era Tiki per arrivare definire le varie sfumature della miscelazione Tiki del 900' focalizzandomi anche su alcuni peculiari stili come quello dei bartender filippini. Meglio conosciuti come Filippino Mixologist, sono una parte importante del mondo della miscelazione Tiki, un’espressione particolare a mio avviso sottovalutata ma che può distinguersi con una tecnica a se stante. Un esempio di questo tipo di cocktail è il Big Bamboo del bartender filippino Mariano Licudine, di cui parlerò anche nel prossimo articolo dell'area pro di Giovanni Ceccarelli.

Un mondo esotico
Come più volte ribadito il Tiki non è solo una miscelazione, è sotto tutti gli aspetti un periodo storico durato circa una cinquantina di anni.
Quando facciamo rifermento al Tiki dunque non parliamo solo di cocktails, la parola Tiki rappresenta piuttosto un contenitore in cui vengono racchiuse molte espressioni della società americana a partire dai primi anni dieci del 900’. Può sembrare strano ma queste diverse espressioni nascono, si concretizzano ed esistono grazie al cocktail esotico di Donn Beach che definirà tangibilmente l’era Tiki dagli anni 30’ fino agli anni 70’ circa.
Che sia un’espressione di pensiero, artistica, economica, sociale, alcolica, culinaria o politica, il Tiki sarà un movimento collettivo determinante per la vita degli americani.
Tuttavia di tutte le varie declinazioni del Tiki la miscelazione ha un’importanza primaria e fondamentale perché è innegabile che il coinvolgimento globale di questo movimento è nato ed è stato possibile solo per mezzo del cocktail, ovvero, come già detto, all’identità tangibile che Donn è riuscito a dare ad un’idea, ad un’esigenza, ad un sogno.
Come sappiamo, lo ha fatto attraverso l’espressione sensoriale che il cocktail esotico ha manifestato nel coinvolgimento emotivo dei suoi clienti che si sono lasciati trasportare nel finto mondo tropicale in cui Donn ha contestualizzato la sua miscelazione.
Questa accezione particolarmente animata del bar è ben presto uscita dalle mura del Don the Beachcomber dando vita a quello che è definito il Polynesian Pop, trascendendo dai cocktail al rum e coinvolgendo la società in modo incontrollato, probabilmente non prevedibile dallo stesso Donn.

Le bevande alcoliche accompagnano da millenni l’evoluzione dell’uomo.
A partire dalle antiche accezioni spirituali fino alle usanze più moderne, nell'alcol si celano identità recondite, usanze e modi di bere che possono inizialmente sembrare poco significativi. Delle volte le motivazioni del diffondersi di un determinato modo di bere o di un cocktail viene giustificato banalizzando quella che può sembrare solo una consuetudine innescata dalla moda del momento, quando in realtà rappresenta quasi sempre un'espressione attuale di un preciso stato sociale. Ancora oggi il bar ed il cocktail rappresentano la società nel benessere e nella prosperità come nei periodi più bui e di crisi. Le bevande alcoliche cambiano e si adattano ai cambiamenti in modo parallelo alla società e con una velocità sorprendente.
La prima era Tiki e la sua miscelazione
La prima miscelazione Tiki, quella di Donn Beach, eccentrica, innovativa e geniale nasce plasmandosi al tipo di abitudini delle persone del suo tempo ed è studiata per esprimere le esigenze specifiche della società di quel preciso momento storico.
E' la miscelazione che deriva dal pre-proibizionismo, dai grandi classici bevuti all'epoca, una miscelazione statica, lenta ed è tecnicamente elaborata per essere complessa, forte e introspettiva.
Studiata per quel tipo persone che sentivano il bisogno di trovare rifugio e svago dalla vita stessa, per cui Donn crea un mondo ideale capace di trasportare corpo e mente fuori dal grigio contesto depressivo di una società martoriata da crisi economiche e sociali e ovviamente, in quel periodo, dalle conseguenze della grande guerra.
Il locale di Donn, era a tutti gli effetti un mondo e un tempo parallelo alla realtà, pubblico ma allo stesso tempo nascosto come uno speakeasy, è la rappresentazione del sogno gauguiniano idealizzato e desiderato dagli americani dell'epoca.
"Lì a Tahiti potrò ascoltare, nel silenzio delle belle notti tropicali, la dolce musica sussurrante degli slanci del mio cuore in amorosa armonia con gli esseri misteriosi che mi saranno attorno. Finalmente libero, senza preoccupazioni di denaro, potrò amare, cantare e morire” P. Gauguin.

Nel bar di Donn il tempo è fermo ed i suoi clienti seduti si intrattengono per ore in un contesto luci, colori, profumi e suoni tropicali. Distraendosi dal mondo esterno bevono pozioni esotiche esplosive ad ogni sorso, per niente dissetanti ma avvolgenti ed emozionanti con la stessa intensità dall’inizio alla fine del drink.
Un mondo esotico romanzato dagli americani a seguito di libri e produzioni cinematografiche dell'epoca che spingerà Donn a costruire il suo primo locale dando inizio alla prima era Tiki.
Il bar di Donn e quelli dei successivi imitatori erano quei luoghi dove gli stessi reduci della prima guerra mondiale trovavano conforto e distrazione da esperienze devastanti sognando quei paradisi oceanici che avevano solo intravisto durante i viaggi in mare. Ogni piccolo sorso di quei drink era il sapore fisico di quei di quei luoghi agognati.
Cocktail come lo Zombie, il Mona Daquiri, il Navy Grog, il Rum Barrel, il Three Dot’s and Dash e molti altri drink identificativi della rhapsody di Donn, sono capaci di allontanare le persone dai pensieri più cupi opprimenti dell’epoca. Il rum, o meglio la sinfonia di rum delle varie identità tropicali, sarà l'unico distillato in grado di trasportare le persone nel loro mondo ideale.

Il progresso sociale ed economico
Quaranta/cinquanta, anni dagli anni 30’ agli anni 70’, possono sembrare pochi per una cultura millenaria come la nostra, sono invece moltissimi per un popolo giovane come quello americano, soprattutto se consideriamo che sono anni in cui le scoperte scientifiche hanno cambiato radicalmente il modo di vivere delle persone con strumenti e tecnologie in campo medico, sociale, industriale che hanno innalzato il benessere della popolazione nella quotidianità.
Stiamo parlando di persone sono nate nei primi 20 anni del 900', cresciute curandosi con bicchieri di alcol alla menta e oppio, sciroppi ed elisir alla cocaina e con sode stupefacenti, che sono arrivate in pochi anni a curarsi con farmaci di sintesi.
Gente che ha visto nascere il cinema ed è arrivata a comprare la televisione, che è passata da volare per andare in guerra a prendere i primi voli di linea andare in vacanza alle Hawaii, mentre astronauti hanno piantato una bandiera americana sulla luna.
Il benessere economico, l’accessibilità globale ai finanziamenti con cui ogni cittadino ha comprato strumenti che oggi possono sembrare banali come la lavatrice e il frullatore hanno reso la vita estremamente più veloce, comoda e dinamica.

Questa è l’epoca in cui il Tiki si fa strada e il concetto primordiale di Donn dilaga incontrollato plasmandosi alle nuove abitudini, per poi diffondersi a macchia d’olio in tutti gli Stati Uniti nelle più disparate sfumature ed esagerazioni.
Sarebbe quindi irragionevole pensare che, in tutti questi anni in cui il Tiki ha coinvolto gli americani, la società mutevole possa essere rimasta ancorata a quel concetto iniziale espresso da Donn negli anni 30’ attraverso la prima miscelazione.
Il progresso economico/sociale ha negli anni inevitabilmente cambiato le attitudini delle persone così che anche l’idea del luogo paradisiaco creato da Donn si è evoluta diventando veramente accessibile ovunque uscendo anche dalle centinaia di locali creati dai grandi architetti e desiner in stile Don the Beachcomber per diventare uno vero e proprio stile di vita e una moda.
La miscelazione quindi non è rimasta ancorata al modo di bere espresso dalle tecniche di Donn ma si è adattata alle nuove abitudini della società e l’ha fatto in un modo così veloce da non avere paragoni in qualsiasi periodo storico dell’umanità.
Senza entrare nello specifico dividiamo quindi gli anni dell’era Tiki in almeno due distinte epoche e forse, a mio parere personale, possiamo identificarne una terza se consideriamo come tale l’ultimo periodo di decadenza quando il Tiki verrà meno, un periodo forse non importante per il Tiki stesso ma importante per il seguito della storia della miscelazione.
Ribadendo il concetto prima espresso, ovvero che il bar e la miscelazione rappresentano l’espressione della società, questo veloce sviluppo ha necessariamente cambiato le espressione del cocktail Tiki nel tempo favorendo lo sviluppo di nuove tecniche ma anche un uso diverso degli ingredienti disponibili.
La seconda era Tiki
La seconda era Tiki è dominata da un altro grande protagonista ovvero il celebre Trader Vic.
Genio ed innovatore alla pari di Donn si troverà a servire cocktail a clienti appartenenti ad una società completamente diversa da quella degli anni 30’ ma già avviata alla passione per l’esotico proprio da Donn. Proprio per questo non c’è da stupirsi che, nel momento dell’espansione incontrollata della cultura Tiki, Vic avrà così tanto successo da aprire decine e decine di locali in tutto il mondo superando la popolarità dell’inventore del Tiki sia come personaggio sia per rispetto alla diffusione dei cocktail.
Ispiratore di un nuovo concetto di miscelazione per tutti gli operatori dei falsi locali polinesiani dell’epoca, Trader Vic riuscirà a carpire le nuove esigenze della società proprio evolvendo il concetto di esotico di Donn. Ripercorrendo e studiando meticolosamente la sua storia e suoi drink, solo attraverso una grande preparazione ed ingenti investimenti formativi nascerà lo stile caratterizzante della seconda era.
Mai Tai, Scorpion, Fog Cutter, Trader Vic’s Grog, Eastern Sour sono solo alcuni dei cocktail identificativi della seconda era Tiki, una seconda era dinamica, veloce, spensierata, in cui l’accesso al paradiso era possibile con solo quelle poche ore di navigazione verso le Hawaii. La possibilità di spostarsi in modo veloce e uno degli aspetti fondamentali che caratterizza la diffusione del Polynesian Pop.

Ma se da un lato sviluppo del turismo ha favorito il dinamismo fisico e mentale delle persone, dall'altro il progresso e l’esponenziale crescita economica hanno avuto un risvolto parallelo e opposto nella vita degli americani, sempre più impegnati nella quotidianità a produrre e generare profitto per aziende sempre più grandi e senza volto. Milioni di dipendenti in giacca e cravatta si trovano isolati seduti nelle scrivanie degli uffici di grandi palazzoni senz'anima, senza avere quasi più stimoli e rapporti sociali, lo stesso progresso di cui hanno beneficiato migliorando la qualità della vita ha allo stesso tempo allontanato le persone dalla loro stessa umanità.
Cresce in tutte queste persone un forte desiderio di spogliarsi da una vita incravattata e priva di emozioni e troveranno sfogo proprio nei locali Tiki che diventano per tutte questi lavoratori lo strumento perfetto per stimolare e riscoprire gli istinti primordiali dell’uomo e quegli ambienti esotici e selvaggi erano i luoghi perfetti per ritrovare il rapporto umano. Se i locali Tiki alle Hawaii sono frequentati da americani in pantaloncini e camicie hawaiane i locali americani sono per assurdo pieni di lavoratori in abito business.

La miscelazione della seconda era Tiki
L’evidenza delle differenze tecniche tra la miscelazione della prima era di Donn e quella della della seconda di Trader Vic sono per questi motivi abissali. La miscelazione di Trader Vic, seguita poi dalla maggior parte dei locali a partire dalla metà degli anni 50’, è quindi una miscelazione estremamente fresca, spensierata e veloce, il cocktail di Trader Vic al contrario di quelli Donn aiuta non pensare, a lasciarsi andare e a dissetarsi, cocktail quindi più leggeri e semplici, dissetanti e bevuti in quantità industriale talmente veloci che per essere identificati dal cliente si rende necessario l'uso della Tiki Mug.

Non è un caso che in questi anni Cuban Daiquiri sia uno dei drink più venduti nei bar americani e, oltre le infinite varietà di daiquiri, gran parte della miscelazione di Trader Vic e si basa proprio sulla stessa spensieratezza che coinvolgeva le menti dei clienti di Constante a Cuba.
Come nel daiquiri di Constante l'alcol non si deve sentire, diventa lo strumento in grado di esaltare aromi leggeri e freschi come citrici e frutta esotica. Sparirà quasi totalmente il gran corpo dei rum importanti Demerara come spariranno le note nascoste dei pungenti e la speziati dei grandi invecchiati giamaicani. Anche quando questi prodotti saranno presenti in miscelazione saranno lavorati in modo da smorzarne il più possibile la forza proprio per aumentarne la bevibilità, come ad esempio accade con il Mai Tai.
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