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Posted on Settembre 1, 2016Novembre 3, 2017 by Gianni Zottola

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Donn Beach riscrive il Daiquiri: al posto di uno zucchero neutro, un dolcificante che porta dentro anche aroma.
Da lì in poi l’honey mix accompagna buona parte delle pozioni esotiche servite nei Don the Beachcomber. Il più semplice in cui incontrarlo è il Montego Bay.
E l’acqua di diluizione puoi anche non usarla: al suo posto un infuso. Il mio più banale è camomilla su un comune millefiori... ma non raddoppiare mai una spezia già presente nella ricetta del drink.
Nelle slide ti porto dentro la parte tecnica, dalla proporzione fino al motivo per cui un honey mix liquido ti sposta il bilanciamento.
#honeymix #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
Donn Beach riscrive il Daiquiri: al posto di uno zucchero neutro, un dolcificante che porta dentro anche aroma.
Da lì in poi l’honey mix accompagna buona parte delle pozioni esotiche servite nei Don the Beachcomber. Il più semplice in cui incontrarlo è il Montego Bay.
E l’acqua di diluizione puoi anche non usarla: al suo posto un infuso. Il mio più banale è camomilla su un comune millefiori... ma non raddoppiare mai una spezia già presente nella ricetta del drink.
Nelle slide ti porto dentro la parte tecnica, dalla proporzione fino al motivo per cui un honey mix liquido ti sposta il bilanciamento.
#honeymix #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
Donn Beach riscrive il Daiquiri: al posto di uno zucchero neutro, un dolcificante che porta dentro anche aroma.
Da lì in poi l’honey mix accompagna buona parte delle pozioni esotiche servite nei Don the Beachcomber. Il più semplice in cui incontrarlo è il Montego Bay.
E l’acqua di diluizione puoi anche non usarla: al suo posto un infuso. Il mio più banale è camomilla su un comune millefiori... ma non raddoppiare mai una spezia già presente nella ricetta del drink.
Nelle slide ti porto dentro la parte tecnica, dalla proporzione fino al motivo per cui un honey mix liquido ti sposta il bilanciamento.
#honeymix #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
Donn Beach riscrive il Daiquiri: al posto di uno zucchero neutro, un dolcificante che porta dentro anche aroma.
Da lì in poi l’honey mix accompagna buona parte delle pozioni esotiche servite nei Don the Beachcomber. Il più semplice in cui incontrarlo è il Montego Bay.
E l’acqua di diluizione puoi anche non usarla: al suo posto un infuso. Il mio più banale è camomilla su un comune millefiori... ma non raddoppiare mai una spezia già presente nella ricetta del drink.
Nelle slide ti porto dentro la parte tecnica, dalla proporzione fino al motivo per cui un honey mix liquido ti sposta il bilanciamento.
#honeymix #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
Donn Beach riscrive il Daiquiri: al posto di uno zucchero neutro, un dolcificante che porta dentro anche aroma.
Da lì in poi l’honey mix accompagna buona parte delle pozioni esotiche servite nei Don the Beachcomber. Il più semplice in cui incontrarlo è il Montego Bay.
E l’acqua di diluizione puoi anche non usarla: al suo posto un infuso. Il mio più banale è camomilla su un comune millefiori... ma non raddoppiare mai una spezia già presente nella ricetta del drink.
Nelle slide ti porto dentro la parte tecnica, dalla proporzione fino al motivo per cui un honey mix liquido ti sposta il bilanciamento.
#honeymix #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
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Donn Beach riscrive il Daiquiri: al posto di uno zucchero neutro, un dolcificante che porta dentro anche aroma. Da lì in poi l’honey mix accompagna buona parte delle pozioni esotiche servite nei Don the Beachcomber. Il più semplice in cui incontrarlo è il Montego Bay. E l’acqua di diluizione puoi anche non usarla: al suo posto un infuso. Il mio più banale è camomilla su un comune millefiori... ma non raddoppiare mai una spezia già presente nella ricetta del drink. Nelle slide ti porto dentro la parte tecnica, dalla proporzione fino al motivo per cui un honey mix liquido ti sposta il bilanciamento. #honeymix #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
3 giorni ago
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1/9
A Columbus c’erano ottocentoquaranta locali per quattrocentomila abitanti. Con quei numeri o costruisci qualcosa che nessuno può copiare, oppure non esisti.
Il Kahiki sceglie la prima strada, e la porta all’estremo. Ma la parte che le foto non ti raccontano è cosa succedeva al bancone.
Siamo nella seconda era Tiki: i drink non nascono per esaltare il distillato, nascono per creare stupore. Sandro Conti li serviva ognuno nel suo bicchiere o nella sua mug, e il signature del locale, il Mistery Cocktail, arrivava al tavolo contornato dai rituali e dalle danze delle Mistery Girls.
Skip Davis, ventun anni dietro quel bancone, lo ha spiegato meglio di chiunque altro: “Our colorful drinks were good for the happiness. And happiness was good for business.”
Nel 1997 il Kahiki viene iscritto al National Register of Historic Places per provare a salvarlo. Non è bastato... perché la stessa smisuratezza che l’aveva reso inimitabile lo aveva reso anche impossibile da restaurare.
🗿Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
#kahiki #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
A Columbus c’erano ottocentoquaranta locali per quattrocentomila abitanti. Con quei numeri o costruisci qualcosa che nessuno può copiare, oppure non esisti.
Il Kahiki sceglie la prima strada, e la porta all’estremo. Ma la parte che le foto non ti raccontano è cosa succedeva al bancone.
Siamo nella seconda era Tiki: i drink non nascono per esaltare il distillato, nascono per creare stupore. Sandro Conti li serviva ognuno nel suo bicchiere o nella sua mug, e il signature del locale, il Mistery Cocktail, arrivava al tavolo contornato dai rituali e dalle danze delle Mistery Girls.
Skip Davis, ventun anni dietro quel bancone, lo ha spiegato meglio di chiunque altro: “Our colorful drinks were good for the happiness. And happiness was good for business.”
Nel 1997 il Kahiki viene iscritto al National Register of Historic Places per provare a salvarlo. Non è bastato... perché la stessa smisuratezza che l’aveva reso inimitabile lo aveva reso anche impossibile da restaurare.
🗿Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
#kahiki #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
A Columbus c’erano ottocentoquaranta locali per quattrocentomila abitanti. Con quei numeri o costruisci qualcosa che nessuno può copiare, oppure non esisti.
Il Kahiki sceglie la prima strada, e la porta all’estremo. Ma la parte che le foto non ti raccontano è cosa succedeva al bancone.
Siamo nella seconda era Tiki: i drink non nascono per esaltare il distillato, nascono per creare stupore. Sandro Conti li serviva ognuno nel suo bicchiere o nella sua mug, e il signature del locale, il Mistery Cocktail, arrivava al tavolo contornato dai rituali e dalle danze delle Mistery Girls.
Skip Davis, ventun anni dietro quel bancone, lo ha spiegato meglio di chiunque altro: “Our colorful drinks were good for the happiness. And happiness was good for business.”
Nel 1997 il Kahiki viene iscritto al National Register of Historic Places per provare a salvarlo. Non è bastato... perché la stessa smisuratezza che l’aveva reso inimitabile lo aveva reso anche impossibile da restaurare.
🗿Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
#kahiki #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
A Columbus c’erano ottocentoquaranta locali per quattrocentomila abitanti. Con quei numeri o costruisci qualcosa che nessuno può copiare, oppure non esisti.
Il Kahiki sceglie la prima strada, e la porta all’estremo. Ma la parte che le foto non ti raccontano è cosa succedeva al bancone.
Siamo nella seconda era Tiki: i drink non nascono per esaltare il distillato, nascono per creare stupore. Sandro Conti li serviva ognuno nel suo bicchiere o nella sua mug, e il signature del locale, il Mistery Cocktail, arrivava al tavolo contornato dai rituali e dalle danze delle Mistery Girls.
Skip Davis, ventun anni dietro quel bancone, lo ha spiegato meglio di chiunque altro: “Our colorful drinks were good for the happiness. And happiness was good for business.”
Nel 1997 il Kahiki viene iscritto al National Register of Historic Places per provare a salvarlo. Non è bastato... perché la stessa smisuratezza che l’aveva reso inimitabile lo aveva reso anche impossibile da restaurare.
🗿Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
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A Columbus c’erano ottocentoquaranta locali per quattrocentomila abitanti. Con quei numeri o costruisci qualcosa che nessuno può copiare, oppure non esisti.
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Siamo nella seconda era Tiki: i drink non nascono per esaltare il distillato, nascono per creare stupore. Sandro Conti li serviva ognuno nel suo bicchiere o nella sua mug, e il signature del locale, il Mistery Cocktail, arrivava al tavolo contornato dai rituali e dalle danze delle Mistery Girls.
Skip Davis, ventun anni dietro quel bancone, lo ha spiegato meglio di chiunque altro: “Our colorful drinks were good for the happiness. And happiness was good for business.”
Nel 1997 il Kahiki viene iscritto al National Register of Historic Places per provare a salvarlo. Non è bastato... perché la stessa smisuratezza che l’aveva reso inimitabile lo aveva reso anche impossibile da restaurare.
🗿Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
#kahiki #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
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A Columbus c’erano ottocentoquaranta locali per quattrocentomila abitanti. Con quei numeri o costruisci qualcosa che nessuno può copiare, oppure non esisti. Il Kahiki sceglie la prima strada, e la porta all’estremo. Ma la parte che le foto non ti raccontano è cosa succedeva al bancone. Siamo nella seconda era Tiki: i drink non nascono per esaltare il distillato, nascono per creare stupore. Sandro Conti li serviva ognuno nel suo bicchiere o nella sua mug, e il signature del locale, il Mistery Cocktail, arrivava al tavolo contornato dai rituali e dalle danze delle Mistery Girls. Skip Davis, ventun anni dietro quel bancone, lo ha spiegato meglio di chiunque altro: “Our colorful drinks were good for the happiness. And happiness was good for business.” Nel 1997 il Kahiki viene iscritto al National Register of Historic Places per provare a salvarlo. Non è bastato... perché la stessa smisuratezza che l’aveva reso inimitabile lo aveva reso anche impossibile da restaurare. 🗿Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki. #kahiki #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
1 settimana ago
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2/9
Il Tiki non ha mai avuto una campagna pubblicitaria. Ha avuto persone che lo hanno vissuto davvero... e nessuno lo ha vissuto sotto gli occhi di tanta gente quanto lui.
Nel 1961 Elvis porta l’esotico dentro il cinema di massa, nel 1973 dentro un concerto trasmesso in mondovisione. Ma la parte più interessante non è sullo schermo: è dentro casa sua, arredata con i manufatti di quel Tiki già kitsch e pacchiano che oggi chiamiamo Modern Tiki.
Nelle slide ti porto dentro la storia del più grande influencer che il Tiki abbia mai avuto.
🎸Salvala per raccontarla al tuo prossimo cliente 
#elvispresley #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
Il Tiki non ha mai avuto una campagna pubblicitaria. Ha avuto persone che lo hanno vissuto davvero... e nessuno lo ha vissuto sotto gli occhi di tanta gente quanto lui.
Nel 1961 Elvis porta l’esotico dentro il cinema di massa, nel 1973 dentro un concerto trasmesso in mondovisione. Ma la parte più interessante non è sullo schermo: è dentro casa sua, arredata con i manufatti di quel Tiki già kitsch e pacchiano che oggi chiamiamo Modern Tiki.
Nelle slide ti porto dentro la storia del più grande influencer che il Tiki abbia mai avuto.
🎸Salvala per raccontarla al tuo prossimo cliente 
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Il Tiki non ha mai avuto una campagna pubblicitaria. Ha avuto persone che lo hanno vissuto davvero... e nessuno lo ha vissuto sotto gli occhi di tanta gente quanto lui.
Nel 1961 Elvis porta l’esotico dentro il cinema di massa, nel 1973 dentro un concerto trasmesso in mondovisione. Ma la parte più interessante non è sullo schermo: è dentro casa sua, arredata con i manufatti di quel Tiki già kitsch e pacchiano che oggi chiamiamo Modern Tiki.
Nelle slide ti porto dentro la storia del più grande influencer che il Tiki abbia mai avuto.
🎸Salvala per raccontarla al tuo prossimo cliente 
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Il Tiki non ha mai avuto una campagna pubblicitaria. Ha avuto persone che lo hanno vissuto davvero... e nessuno lo ha vissuto sotto gli occhi di tanta gente quanto lui.
Nel 1961 Elvis porta l’esotico dentro il cinema di massa, nel 1973 dentro un concerto trasmesso in mondovisione. Ma la parte più interessante non è sullo schermo: è dentro casa sua, arredata con i manufatti di quel Tiki già kitsch e pacchiano che oggi chiamiamo Modern Tiki.
Nelle slide ti porto dentro la storia del più grande influencer che il Tiki abbia mai avuto.
🎸Salvala per raccontarla al tuo prossimo cliente 
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Il Tiki non ha mai avuto una campagna pubblicitaria. Ha avuto persone che lo hanno vissuto davvero... e nessuno lo ha vissuto sotto gli occhi di tanta gente quanto lui.
Nel 1961 Elvis porta l’esotico dentro il cinema di massa, nel 1973 dentro un concerto trasmesso in mondovisione. Ma la parte più interessante non è sullo schermo: è dentro casa sua, arredata con i manufatti di quel Tiki già kitsch e pacchiano che oggi chiamiamo Modern Tiki.
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Il Tiki non ha mai avuto una campagna pubblicitaria. Ha avuto persone che lo hanno vissuto davvero... e nessuno lo ha vissuto sotto gli occhi di tanta gente quanto lui. Nel 1961 Elvis porta l’esotico dentro il cinema di massa, nel 1973 dentro un concerto trasmesso in mondovisione. Ma la parte più interessante non è sullo schermo: è dentro casa sua, arredata con i manufatti di quel Tiki già kitsch e pacchiano che oggi chiamiamo Modern Tiki. Nelle slide ti porto dentro la storia del più grande influencer che il Tiki abbia mai avuto. 🎸Salvala per raccontarla al tuo prossimo cliente #elvispresley #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
2 settimane ago
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3/9
La cultura Tiki non ha solo preso ispirazione dalle Hawaii. Se l’è presa tutta.
I Menehunes sono un mito popolare vecchio di secoli, i sacri custodi delle isole. Oggi, se li cerchi, trovi una mug e un sottobicchiere.
È questo che intendo quando dico che la Tiki era ingloba e trasforma la cultura hawaiiana: non la cita, se la porta dentro. E quello che resta fuori dal marchio, col tempo, smette di circolare da solo.
Nelle slide ti porto dentro la leggenda, dalla diga costruita in una notte fino all’accordo con United Airlines.
🐟Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
#menehunes #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
La cultura Tiki non ha solo preso ispirazione dalle Hawaii. Se l’è presa tutta.
I Menehunes sono un mito popolare vecchio di secoli, i sacri custodi delle isole. Oggi, se li cerchi, trovi una mug e un sottobicchiere.
È questo che intendo quando dico che la Tiki era ingloba e trasforma la cultura hawaiiana: non la cita, se la porta dentro. E quello che resta fuori dal marchio, col tempo, smette di circolare da solo.
Nelle slide ti porto dentro la leggenda, dalla diga costruita in una notte fino all’accordo con United Airlines.
🐟Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
#menehunes #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
La cultura Tiki non ha solo preso ispirazione dalle Hawaii. Se l’è presa tutta.
I Menehunes sono un mito popolare vecchio di secoli, i sacri custodi delle isole. Oggi, se li cerchi, trovi una mug e un sottobicchiere.
È questo che intendo quando dico che la Tiki era ingloba e trasforma la cultura hawaiiana: non la cita, se la porta dentro. E quello che resta fuori dal marchio, col tempo, smette di circolare da solo.
Nelle slide ti porto dentro la leggenda, dalla diga costruita in una notte fino all’accordo con United Airlines.
🐟Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
#menehunes #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
La cultura Tiki non ha solo preso ispirazione dalle Hawaii. Se l’è presa tutta.
I Menehunes sono un mito popolare vecchio di secoli, i sacri custodi delle isole. Oggi, se li cerchi, trovi una mug e un sottobicchiere.
È questo che intendo quando dico che la Tiki era ingloba e trasforma la cultura hawaiiana: non la cita, se la porta dentro. E quello che resta fuori dal marchio, col tempo, smette di circolare da solo.
Nelle slide ti porto dentro la leggenda, dalla diga costruita in una notte fino all’accordo con United Airlines.
🐟Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
#menehunes #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
La cultura Tiki non ha solo preso ispirazione dalle Hawaii. Se l’è presa tutta.
I Menehunes sono un mito popolare vecchio di secoli, i sacri custodi delle isole. Oggi, se li cerchi, trovi una mug e un sottobicchiere.
È questo che intendo quando dico che la Tiki era ingloba e trasforma la cultura hawaiiana: non la cita, se la porta dentro. E quello che resta fuori dal marchio, col tempo, smette di circolare da solo.
Nelle slide ti porto dentro la leggenda, dalla diga costruita in una notte fino all’accordo con United Airlines.
🐟Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
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La cultura Tiki non ha solo preso ispirazione dalle Hawaii. Se l’è presa tutta.
I Menehunes sono un mito popolare vecchio di secoli, i sacri custodi delle isole. Oggi, se li cerchi, trovi una mug e un sottobicchiere.
È questo che intendo quando dico che la Tiki era ingloba e trasforma la cultura hawaiiana: non la cita, se la porta dentro. E quello che resta fuori dal marchio, col tempo, smette di circolare da solo.
Nelle slide ti porto dentro la leggenda, dalla diga costruita in una notte fino all’accordo con United Airlines.
🐟Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
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La cultura Tiki non ha solo preso ispirazione dalle Hawaii. Se l’è presa tutta.
I Menehunes sono un mito popolare vecchio di secoli, i sacri custodi delle isole. Oggi, se li cerchi, trovi una mug e un sottobicchiere.
È questo che intendo quando dico che la Tiki era ingloba e trasforma la cultura hawaiiana: non la cita, se la porta dentro. E quello che resta fuori dal marchio, col tempo, smette di circolare da solo.
Nelle slide ti porto dentro la leggenda, dalla diga costruita in una notte fino all’accordo con United Airlines.
🐟Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki.
#menehunes #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
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La cultura Tiki non ha solo preso ispirazione dalle Hawaii. Se l’è presa tutta. I Menehunes sono un mito popolare vecchio di secoli, i sacri custodi delle isole. Oggi, se li cerchi, trovi una mug e un sottobicchiere. È questo che intendo quando dico che la Tiki era ingloba e trasforma la cultura hawaiiana: non la cita, se la porta dentro. E quello che resta fuori dal marchio, col tempo, smette di circolare da solo. Nelle slide ti porto dentro la leggenda, dalla diga costruita in una notte fino all’accordo con United Airlines. 🐟Salva questa storia, per raccontarla al tuo cliente appassionato di Tiki. #menehunes #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
2 settimane ago
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4/9
Il Kava Bowl è Trader Vic nella sua seconda epoca: il Tiki che si semplifica e si alleggerisce, e che proprio per questo si beve.
Il nodo però è il rum. Vic lo scriveva con il Siegert’s Bouquet, un prodotto che oggi non trovi più: girava sul mercato americano negli anni Sessanta e Settanta e chi lo ha avuto in mano lo descrive vicino all’Angostura Old Oak Gold, appena più scuro e viscoso. Io lo sostituisco con un Barbancourt 8 anni, ma c’è chi punta su un rum delle Barbados, forse il primo a finire davvero in questo drink.
Perché la ricetta che leggi è degli anni Settanta, mentre secondo Beachbum Berry il drink nasce nel 1942... e in mezzo c’è tutto lo spazio perché Vic abbia cambiato rum per motivi commerciali. Il mio consiglio resta lo stesso: cerca un blend che rimanga riconoscibile nel bicchiere, perché granatina, orzata e ananas lavorano tutte per ammorbidirlo.
🦜 Salvati questa ricetta.
#kavabowl #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
Il Kava Bowl è Trader Vic nella sua seconda epoca: il Tiki che si semplifica e si alleggerisce, e che proprio per questo si beve.
Il nodo però è il rum. Vic lo scriveva con il Siegert’s Bouquet, un prodotto che oggi non trovi più: girava sul mercato americano negli anni Sessanta e Settanta e chi lo ha avuto in mano lo descrive vicino all’Angostura Old Oak Gold, appena più scuro e viscoso. Io lo sostituisco con un Barbancourt 8 anni, ma c’è chi punta su un rum delle Barbados, forse il primo a finire davvero in questo drink.
Perché la ricetta che leggi è degli anni Settanta, mentre secondo Beachbum Berry il drink nasce nel 1942... e in mezzo c’è tutto lo spazio perché Vic abbia cambiato rum per motivi commerciali. Il mio consiglio resta lo stesso: cerca un blend che rimanga riconoscibile nel bicchiere, perché granatina, orzata e ananas lavorano tutte per ammorbidirlo.
🦜 Salvati questa ricetta.
#kavabowl #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
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Il Kava Bowl è Trader Vic nella sua seconda epoca: il Tiki che si semplifica e si alleggerisce, e che proprio per questo si beve. Il nodo però è il rum. Vic lo scriveva con il Siegert’s Bouquet, un prodotto che oggi non trovi più: girava sul mercato americano negli anni Sessanta e Settanta e chi lo ha avuto in mano lo descrive vicino all’Angostura Old Oak Gold, appena più scuro e viscoso. Io lo sostituisco con un Barbancourt 8 anni, ma c’è chi punta su un rum delle Barbados, forse il primo a finire davvero in questo drink. Perché la ricetta che leggi è degli anni Settanta, mentre secondo Beachbum Berry il drink nasce nel 1942... e in mezzo c’è tutto lo spazio perché Vic abbia cambiato rum per motivi commerciali. Il mio consiglio resta lo stesso: cerca un blend che rimanga riconoscibile nel bicchiere, perché granatina, orzata e ananas lavorano tutte per ammorbidirlo. 🦜 Salvati questa ricetta. #kavabowl #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
3 settimane ago
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5/9
Nella stessa isola, la Pina Colada ha tre padri e due targhe di marmo.
Nel 1954 al Caribe Hilton, che era stato anche un Don the Beachcomber, il barista Ricardo Garcia l’avrebbe inventata come escamotage per aggirare lo sciopero di una presunta corporazione di tagliatori di cocco. Versione dubbia... tanto più che la targa all’ingresso di quel bar celebra un altro bartender, Ramon Marrero detto Monchito.
Poi cammini nelle stradine della vecchia San Juan e ne trovi una seconda, pesante come una pietra tombale: alla Barrachina l’invenzione è datata 1963 e firmata Don Ramon Portas Mingot.
Succede con tutti i drink di provenienza incerta: la paternità finisce a più persone, e spesso chi se la prende non è il primo ad averla fatta, è quello che l’ha resa popolare. Quello che resta fermo è il nome: da lì in poi Pina Colada vuol dire crema di cocco e una ricetta precisa.
#pinacolada #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
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Nella stessa isola, la Pina Colada ha tre padri e due targhe di marmo. Nel 1954 al Caribe Hilton, che era stato anche un Don the Beachcomber, il barista Ricardo Garcia l’avrebbe inventata come escamotage per aggirare lo sciopero di una presunta corporazione di tagliatori di cocco. Versione dubbia... tanto più che la targa all’ingresso di quel bar celebra un altro bartender, Ramon Marrero detto Monchito. Poi cammini nelle stradine della vecchia San Juan e ne trovi una seconda, pesante come una pietra tombale: alla Barrachina l’invenzione è datata 1963 e firmata Don Ramon Portas Mingot. Succede con tutti i drink di provenienza incerta: la paternità finisce a più persone, e spesso chi se la prende non è il primo ad averla fatta, è quello che l’ha resa popolare. Quello che resta fermo è il nome: da lì in poi Pina Colada vuol dire crema di cocco e una ricetta precisa. #pinacolada #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
4 settimane ago
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6/9
Uno dei drink più popolari al mondo deve la sua fortuna a un problema agricolo, non a un bancone.
Ramon Lopez Irizarry non cercava un cocktail: cercava il modo di non perdere il cocco quando non era in maturazione. Quello che risolve è la disponibilità dell’ingrediente... ed è lì che cambia tutto.
Perché un drink diventa globale solo quando chiunque, ovunque, può rifarlo uguale. Il Coco Lopez ha dato alla Pina Colada esattamente questo.
#pinacolada #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropica
Uno dei drink più popolari al mondo deve la sua fortuna a un problema agricolo, non a un bancone.
Ramon Lopez Irizarry non cercava un cocktail: cercava il modo di non perdere il cocco quando non era in maturazione. Quello che risolve è la disponibilità dell’ingrediente... ed è lì che cambia tutto.
Perché un drink diventa globale solo quando chiunque, ovunque, può rifarlo uguale. Il Coco Lopez ha dato alla Pina Colada esattamente questo.
#pinacolada #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropica
Uno dei drink più popolari al mondo deve la sua fortuna a un problema agricolo, non a un bancone.
Ramon Lopez Irizarry non cercava un cocktail: cercava il modo di non perdere il cocco quando non era in maturazione. Quello che risolve è la disponibilità dell’ingrediente... ed è lì che cambia tutto.
Perché un drink diventa globale solo quando chiunque, ovunque, può rifarlo uguale. Il Coco Lopez ha dato alla Pina Colada esattamente questo.
#pinacolada #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropica
Uno dei drink più popolari al mondo deve la sua fortuna a un problema agricolo, non a un bancone.
Ramon Lopez Irizarry non cercava un cocktail: cercava il modo di non perdere il cocco quando non era in maturazione. Quello che risolve è la disponibilità dell’ingrediente... ed è lì che cambia tutto.
Perché un drink diventa globale solo quando chiunque, ovunque, può rifarlo uguale. Il Coco Lopez ha dato alla Pina Colada esattamente questo.
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Uno dei drink più popolari al mondo deve la sua fortuna a un problema agricolo, non a un bancone.
Ramon Lopez Irizarry non cercava un cocktail: cercava il modo di non perdere il cocco quando non era in maturazione. Quello che risolve è la disponibilità dell’ingrediente... ed è lì che cambia tutto.
Perché un drink diventa globale solo quando chiunque, ovunque, può rifarlo uguale. Il Coco Lopez ha dato alla Pina Colada esattamente questo.
#pinacolada #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropica
Uno dei drink più popolari al mondo deve la sua fortuna a un problema agricolo, non a un bancone.
Ramon Lopez Irizarry non cercava un cocktail: cercava il modo di non perdere il cocco quando non era in maturazione. Quello che risolve è la disponibilità dell’ingrediente... ed è lì che cambia tutto.
Perché un drink diventa globale solo quando chiunque, ovunque, può rifarlo uguale. Il Coco Lopez ha dato alla Pina Colada esattamente questo.
#pinacolada #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropica
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Uno dei drink più popolari al mondo deve la sua fortuna a un problema agricolo, non a un bancone. Ramon Lopez Irizarry non cercava un cocktail: cercava il modo di non perdere il cocco quando non era in maturazione. Quello che risolve è la disponibilità dell’ingrediente... ed è lì che cambia tutto. Perché un drink diventa globale solo quando chiunque, ovunque, può rifarlo uguale. Il Coco Lopez ha dato alla Pina Colada esattamente questo. #pinacolada #tiki #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropica
4 settimane ago
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7/9
Oggi è il Black Tot Day. Il 31 luglio 1970 la Royal Navy distribuisce l’ultimo tot e chiude una tradizione che andava avanti dal 1740, quando l’ammiraglio Edward Vernon impose di allungare con quattro parti d’acqua i distillati di bordo... i marinai lo chiamavano Old Grogram, per la giacca pesante che portava sempre, e da lì è arrivato il nome del Grog.
Il drink che festeggiamo oggi però non nasce a bordo, nasce in guerra. Donn Beach si guadagna sul campo la Medaglia di Bronzo e la Purple Heart, verrà sepolto con gli onori militari, e al secondo conflitto mondiale dedica una serie di drink: Test Pilot, Three Dots and a Dash, Q.B. Cooler... e nel 1941 il Navy Grog.
Nelle slide trovi la ricetta originale, con la firma di Donn: tre rum selezionati, perché quello che un rum solo non può fare tre rum possono.
Salvala, così al prossimo Black Tot Day sai già cosa versare.
#blacktotday #navygrog #tiki #giannizottola #cocktailengineering tikiisnottropical
Oggi è il Black Tot Day. Il 31 luglio 1970 la Royal Navy distribuisce l’ultimo tot e chiude una tradizione che andava avanti dal 1740, quando l’ammiraglio Edward Vernon impose di allungare con quattro parti d’acqua i distillati di bordo... i marinai lo chiamavano Old Grogram, per la giacca pesante che portava sempre, e da lì è arrivato il nome del Grog.
Il drink che festeggiamo oggi però non nasce a bordo, nasce in guerra. Donn Beach si guadagna sul campo la Medaglia di Bronzo e la Purple Heart, verrà sepolto con gli onori militari, e al secondo conflitto mondiale dedica una serie di drink: Test Pilot, Three Dots and a Dash, Q.B. Cooler... e nel 1941 il Navy Grog.
Nelle slide trovi la ricetta originale, con la firma di Donn: tre rum selezionati, perché quello che un rum solo non può fare tre rum possono.
Salvala, così al prossimo Black Tot Day sai già cosa versare.
#blacktotday #navygrog #tiki #giannizottola #cocktailengineering tikiisnottropical
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Oggi è il Black Tot Day. Il 31 luglio 1970 la Royal Navy distribuisce l’ultimo tot e chiude una tradizione che andava avanti dal 1740, quando l’ammiraglio Edward Vernon impose di allungare con quattro parti d’acqua i distillati di bordo... i marinai lo chiamavano Old Grogram, per la giacca pesante che portava sempre, e da lì è arrivato il nome del Grog. Il drink che festeggiamo oggi però non nasce a bordo, nasce in guerra. Donn Beach si guadagna sul campo la Medaglia di Bronzo e la Purple Heart, verrà sepolto con gli onori militari, e al secondo conflitto mondiale dedica una serie di drink: Test Pilot, Three Dots and a Dash, Q.B. Cooler... e nel 1941 il Navy Grog. Nelle slide trovi la ricetta originale, con la firma di Donn: tre rum selezionati, perché quello che un rum solo non può fare tre rum possono. Salvala, così al prossimo Black Tot Day sai già cosa versare. #blacktotday #navygrog #tiki #giannizottola #cocktailengineering tikiisnottropical
4 settimane ago
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8/9
La Canchanchara è uno dei drink più antichi di Cuba, eppure una ricetta ufficiale non esiste: nasce rurale, dei contadini, dei guerrieri, e ognuno la faceva a modo suo.
Aguardiente, lime e miele. Ma quel miele, all’origine, era spesso una lavorazione grezza della canna, così dolce da ricordare il nettare delle api... anche se a Cuba, terra piena di alveari, il miele vero non mancava di certo.
Con Giovanni Ceccarelli l’abbiamo chiamata BeeLove: honey mix al polline e rum cubano ambrato, che lavoriamo con la tecnica shake and pour e serviamo sul ghiaccio per tenere viva la freschezza tropicale anche col caldo dell’estate.
La decorazione dice già tutto quello che c’è dentro: lime essiccato e fiori di camomilla, che le lasciano addosso quel sentore leggermente affumicato.
🍯 Salva questa ricetta e portala dietro il tuo bancone!
#canchanchara #miscelazionecubana #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
La Canchanchara è uno dei drink più antichi di Cuba, eppure una ricetta ufficiale non esiste: nasce rurale, dei contadini, dei guerrieri, e ognuno la faceva a modo suo.
Aguardiente, lime e miele. Ma quel miele, all’origine, era spesso una lavorazione grezza della canna, così dolce da ricordare il nettare delle api... anche se a Cuba, terra piena di alveari, il miele vero non mancava di certo.
Con Giovanni Ceccarelli l’abbiamo chiamata BeeLove: honey mix al polline e rum cubano ambrato, che lavoriamo con la tecnica shake and pour e serviamo sul ghiaccio per tenere viva la freschezza tropicale anche col caldo dell’estate.
La decorazione dice già tutto quello che c’è dentro: lime essiccato e fiori di camomilla, che le lasciano addosso quel sentore leggermente affumicato.
🍯 Salva questa ricetta e portala dietro il tuo bancone!
#canchanchara #miscelazionecubana #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
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La Canchanchara è uno dei drink più antichi di Cuba, eppure una ricetta ufficiale non esiste: nasce rurale, dei contadini, dei guerrieri, e ognuno la faceva a modo suo. Aguardiente, lime e miele. Ma quel miele, all’origine, era spesso una lavorazione grezza della canna, così dolce da ricordare il nettare delle api... anche se a Cuba, terra piena di alveari, il miele vero non mancava di certo. Con Giovanni Ceccarelli l’abbiamo chiamata BeeLove: honey mix al polline e rum cubano ambrato, che lavoriamo con la tecnica shake and pour e serviamo sul ghiaccio per tenere viva la freschezza tropicale anche col caldo dell’estate. La decorazione dice già tutto quello che c’è dentro: lime essiccato e fiori di camomilla, che le lasciano addosso quel sentore leggermente affumicato. 🍯 Salva questa ricetta e portala dietro il tuo bancone! #canchanchara #miscelazionecubana #giannizottola #cocktailengineering #tikiisnottropical
1 mese ago
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